---
title: Saluto a Franco Frabboni
description: Saluto a Franco Frabboni, un maestro della Pedagogia militante. Un tributo alla sua eredità culturale e all'impegno per una scuola aperta e democratica.
---

[News & Eventi](https://grupponidiinfanzia.it/news-ed-eventi)

# [Saluto a Franco Frabboni](https://grupponidiinfanzia.it/news-ed-eventi/saluto-a-franco-frabboni)

 Scritto da [Gruppo Nazionale Nidi e Infanzia](https://grupponidiinfanzia.it/news-ed-eventi/author/gruppo-nazionale-nidi-e-infanzia) | 19-mag-2024 19.07.25

Dai quotidiani ai social è rimbalzata la notizia che Franco Frabboni all’età di 89 anni ci ha lasciato col  
cordoglio dei tantissimi amici, collaboratori e interlocutori che via via sono stati suoi compagni di strada  
a partire dagli anni Sessanta. Il mondo dell’educazione e della scuola perde ‘un maestro’ che insieme a  
tanti altri è stato promotore attivo della ‘Pedagogia militante’. Spesso si dice che di fronte alla morte ci  
sentiamo più soli, ma laddove si è compiuto un percorso di vita e di studio militante, tenace e  
perseverante c’è una eredità culturale con la quale fare i conti e che ci accompagnerà nei prossimi anni.  
Chi l’ha conosciuto a UNIBO nei primi anni Settanta può ben testimoniare come innanzitutto Franco  
Frabboni (insieme a Piero Bertolini, Andrea Canevaro, Milena Manini, Eugenia Lodini, Mario Gattullo,  
Antonio Faeti, Matilde Callari Galli, Antonio Genovese e tanti altri) sia stato promotore della Nuova  
scuola dell’infanzia, dando concretezza a quella collaborazione fra Comune e Università finalizzata a  
costruire una scuola “a nuovo indirizzo”. Quelli sono stati anni generativi dove l’Università di Bologna  
era una fucina di formazione vivace in cui si preparava anche quel terreno di formazione continua  
permanente che, poi negli anni a seguire anno dopo anno, ha coinvolto intere generazioni di insegnanti,  
di educatrici e di operatrici sia nella scuola dell’infanzia che nei nidi di infanzia. Da quella  
collaborazione, che Bruno Ciari (Direttore al settore scuola del comune di Bologna dal 1965 al 1970) ed  
Ettore Tarozzi (assessore alla Pubblica Istruzione dal 1960 al 1975) vollero per il rinnovamento della  
scuola di base, nacque anche il coordinamento pedagogico e la figura del coordinatore pedagogico.  
Per fotografare quel periodo occorre parlare di un fermento di dibattito diffuso, anche aspro e spesso  
denso di intenzionalità critica e di originalità fra quelli che oggi chiamiamo maestri (e sono tanti!). In  
questa dimensione si andavano a forgiare le tesi più significative a proposito di scuola dell’infanzia, di  
educazione, di nidi di infanzia, di diritto allo studio in tanti Comuni (Torino, Reggio Emilia, Ravenna,  
Firenze, per citarne solo alcuni) che costituiscono nell’attualità un grande riferimento culturale oltre ad  
aver orientato la pluridecennale esperienza educativa. Occorre ricordare quanto quello che oggi  
chiamiamo governance trovi in quel periodo le sue radici nei Comuni che da istituzioni amministrative  
di atti divenivano Enti locali in grado di gestire servizi educativi, sociali, sanitari a vocazione universale  
e di promuovere i diritti dell’infanzia grazie alla esperienza politica e civile di molte Amministrazioni  
comunali e regionali.  
La scuola dell’infanzia comunale a Bologna come in tanti altri territori si espandeva disegnando nuovi  
contesti educativi per fare spazio e dare tempo a tutti i bambini e le bambine, dando rilievo al gioco, alla  
socializzazione fra pari, all’apprendimento attraverso l’esperienza diretta, all’autonomia e alla creatività.  
La giornata a scuola veniva immaginata e sperimentata in un tempo pieno la cui struttura organizzativa  
era costituita dalla cura nella relazione fra adulti e bambini con momenti di routine (accoglienza, cura di  
sé e bagno, pranzo e merende, saluto), con spazi di sezione e intersezione aperti e articolati in angoli di  
gioco e centri di interesse per accogliere il fare dei bambini, le loro curiosità e scoperte. Fin dalle origini  
si avviò anche l’idea di un luogo di incontro collettivo e quotidiano per il dialogo e la regolazione  
gruppale, lo scambio di parole, la comunicazione. Fin da subito questo luogo chiamato (a Bologna)  
cassettiera risultò interessante perché era tempo di parola data ai bambini piccoli.  
Gli attuali documenti nazionali (Linee pedagogiche zerosei del 2021, Orientamenti nazionali dei servizi  
educativi del 2022 con Le indicazioni nazionali del curriculo del 2012) danno conto di queste origini e  
della loro evoluzione culturale ed esperienziale grazie al contributo e alla elaborazione di tanti militanti  
e di tante scuole/servizi educativi, …

Altro aspetto molto significativo fu il collettivo, un gruppo di lavoro che riconosceva a tutte le figure  
operative la funzione educativa nella relazione coi bambini, per occuparsi insieme di  
programmazione/organizzazione/verifica/comunicazione coi genitori, e riprogettazione dell’esperienza.  
Franco Frabboni non ha mai smesso di rinnovare la sua passione e il suo interesse epistemologico per  
ragionare intorno al rapporto fra educazione e democrazia comprendendo fin dalle origini che  
educazione e politica sono termini intrecciati e che la scuola è l’istituzione più importante dove si  
possano fondare le strutture democratiche della società. Particolarmente esplicito nei suoi studi emerge  
il tema della continuità sia in direzione delle famiglie (orizzontale) che in direzione della qualità della  
scuola di base (verticale). Su questo aspetto si è schierato in maniera aspra e senza equivoci in relazione  
a quei tentativi di riforma che, anni dopo, hanno indebolito/svuotato il tempo pieno favorendo una  
scuola dei più forti, reso faticosa l’accoglienza e l’inclusione, contribuito alla dispersione scolastica e a  
impoverire le funzioni educative e culturali della professionalità degli insegnanti.  
A Franco Frabboni dobbiamo riconoscere il suo interesse e la sua visione per una scuola aperta e  
democratica come fondamento dell’educare, situata nel territorio di vita dei bambini. Il rapporto  
scuola- territorio non è stato uno delle tante piste di ricerca ma il paradigma di una visione intorno ai  
bambini e alle bambine come cittadini e alla scuola in dialogo continuo con le agenzie del tettorio  
(culturali-sociali-associative-sanitarie), come primo terreno fertile di cultura e di apprendimento,  
pensando ai bambini come soggetti che vivono e apprendono non a compartimenti stagni. Tanta strada,  
tante esperienze, tante dimensioni si sono aperte grazie a questa visione e in questa prospettiva occorre  
approfondire continuando a ricercare non rinunciando mai a comprendere come la nostra scuola stia o  
abiti il territorio.  
A proposito di visione un altro aspetto che vogliamo ricordare è l’idea di sistema formativo integrato di  
cui è stato un fermo sostenitore. Il DECRETO LEGISLATIVO 13 aprile 2017, n. 65 impegna oggi  
Comuni, Regioni, Soggetti pubblici e privati a concretizzare l’istituzione del sistema integrato di  
educazione e di istruzione dalla nascita sino a sei anni in tutto il territorio nazionale. La riflessione  
intorno alla nozione di territorio è stata sostenuta da una lucida analisi della società contemporanea e da  
una articolata lettura dei cambiamenti socioculturali e dei molteplici rischi in divenire per le nuove  
generazioni. Fin dagli anni Settanta ha prestato attenzione e studio ‘al sistema allargato e policentrico’  
che di fatto veniva a comporsi nel territorio regionale rendendo ‘incompiuta’ qualsiasi innovazione.  
Questo sistema si articolava in tre gestioni chiuse e non dialoganti (statale, comunale,  
privata/parrocchiale) e ne ha tratteggiato i rischi per i bambini e le famiglie. A partire da questi studi è  
stato un convinto assertore di una nuova prospettiva per un sistema formativo integrato basato sul  
rapporto stretto e coordinato fra le agenzie intenzionalmente educative del territorio:”…appare  
quantomeno urgente (sul piano istituzionale) il richiamo alle agenzie intenzionalmente formative  
(scuola, famiglie, enti locali, associazionismo) a stipulare tra loro un patto di ferro, una grande  
alleanza pedagogica…” (Cfr. Franco Frabboni, Franca Pinto Minerva, Manuale di pedagogia generale,  
Roma-Bari, Laterza, 2002.)  
Con queste brevi memorie vogliamo porgere un saluto a Franco Frabboni consapevoli che noi educatori,  
noi coordinatori, noi amministratori, noi….. per Sessanta anni abbiamo avuto la fortuna di collaborare e  
di confrontarci con tanti che possiamo definire con giusta ragione ‘maestri per interesse, passione,  
cultura, impegno e militanza e di formarci nella riflessione.

[Visualizza articolo completo](https://grupponidiinfanzia.it/news-ed-eventi/saluto-a-franco-frabboni)

```json
{
  "@context" : "http://schema.org",
  "@type" : "BlogPosting",
  "author" : {
    "@type" : "Person",
    "name" : "Gruppo Nazionale Nidi e Infanzia"
  },
  "dateModified" : "2024-05-19T19:07:25.857Z",
  "datePublished" : "2024-05-19T19:07:25Z",
  "headline" : "Saluto a Franco Frabboni",
  "image" : {
    "@type" : "ImageObject",
    "height" : 630,
    "url" : "https://grupponidiinfanzia.it/hubfs/featured-news.png",
    "width" : 1200
  },
  "mainEntityOfPage" : "https://grupponidiinfanzia.it/news-ed-eventi/saluto-a-franco-frabboni",
  "publisher" : {
    "@type" : "Organization",
    "logo" : {
      "@type" : "ImageObject",
      "height" : 60.0,
      "url" : "https://grupponidiinfanzia.it/hubfs/GNNI-logo.png",
      "width" : 310.6667
    },
    "name" : "News & Eventi"
  }
}
```