---
title: Dissentire, partecipare, educare | Gruppo Nazionale Nidi e Infanzia
description: Un gruppo di pedagogisti denuncia le politiche governative sui giovani, chiedendo maggiore attenzione ai diritti dell'infanzia e alla partecipazione attiva
image: https://grupponidiinfanzia.it/hubfs/featured-news.png
---

[![Logo Gruppo Nazionale Nidi e Infanzia](https://grupponidiinfanzia.it/hs-fs/hubfs/GNNI-logo.png?width=466&height=90&name=GNNI-logo.png "Logo Gruppo Nazionale Nidi e Infanzia")](https://grupponidiinfanzia.it/)

[Iscriviti al gruppo](https://grupponidiinfanzia.it/iscriviti-al-gruppo)

[Area riservata](https://areariservata.grupponidiinfanzia.it)

[XXIII Convegno nazionale](https://grupponidiinfanzia.it/il-sistema-integrato-continuit%C3%A0-e-coerenza-educativa-nello-zerosei)

- [Home page](https://grupponidiinfanzia.it)
- [Chi siamo](https://grupponidiinfanzia.it/chi-siamo)
- [Calendario](https://grupponidiinfanzia.it/news-ed-eventi/tag/eventi)
- [Gruppi territoriali](https://grupponidiinfanzia.it/gruppi-territoriali)
- [News](https://grupponidiinfanzia.it/news-ed-eventi/tag/news)
- Contatti 
    - [Richiedi informazioni](https://grupponidiinfanzia.it/richiedi-informazioni)
    - [Iscriviti al gruppo](https://grupponidiinfanzia.it/iscriviti-al-gruppo)

- [Home](https://grupponidiinfanzia.it/)
- [News ed eventi](https://grupponidiinfanzia.it/news-ed-eventi)
- [Dissentire partecipare educare](https://grupponidiinfanzia.it/news-ed-eventi/dissentire-partecipare-educare)

Calendar icon

 8 novembre 2026

Tag icon

[News](https://grupponidiinfanzia.it/news-ed-eventi/tag/news)

# Dissentire, partecipare, educare

Un' iniziativa promossa da un gruppo di pedagogisti universitari che prendono pubblicamente posizione dopo le ultime manifestazioni e dopo l’ultimo decreto del governo e appoggiata dal Gruppo Nazionale Nidi e Infanzia.

Vi riportiamo di seguito il comunicato:

"Di fronte agli ultimi avvenimenti che hanno visto esplodere le proteste e la rabbia di migliaia di giovani e giovanissimi, pur in contesti dal significato differente (e su scala internazionale), e di fronte alle risposte univoche e miopi, persino inascoltabili nella forma e nel contenuto, di coloro che hanno responsabilità di governo, riteniamo di non poter essere passivi. Di non poter essere semplici spettatori di fronte a una lettura decisamente inadeguata dei fenomeni sociali e delle implicazioni conflittuali che la realtà attuale produce sul vissuto e sull’esperienza delle e degli adolescenti, così come di fronte alla scarsa attenzione riservata ai diritti dell’infanzia e dell’adolescenza sanciti dalla Convenzione ONU. Per questa ragione, e per molte altre, che proveremo ad indicare, abbiamo scelto di prendere parola e non restare in silenzio.  
Ci rivolgiamo dunque alle comunità accademiche, a chi svolge ricerca e insegnamento, a chi opera nella scuola, nei servizi educativi e sociali, a chi assume decisioni pubbliche che incidono sulla vita delle nuove generazioni. Chiediamo una presa di parola collettiva sulla progressiva centralità della risposta penale e di polizia nelle politiche di governo rivolte alle e ai giovani, alle loro forme di aggregazione e al conflitto sociale. Dal decreto “Anti Rave” al decreto “Caivano”, fino alle nuove misure sulla sicurezza approvate dal Consiglio dei ministri il 20 ottobre 2026, riconosciamo un orientamento politico che richiede un esame pubblico rigoroso: a partire dalla presa di distanza da ogni forma di violenza, riteniamo che il crescente ricorso alla repressione per affrontare questioni che chiamano in causa anche disuguaglianze, condizioni di vita sempre più precarie, tutela dei diritti e qualità della democrazia non rappresenti la risposta di una società che ha a cuore la crescita e lo sviluppo delle proprie generazioni più giovani.  
In particolare, le nuove misure approvate nell’ottobre 2026 aggravano questa preoccupazione, prevedendo l’estensione ai minorenni del cosiddetto fermo preventivo e dell’arresto in flagranza differita. Sono strumenti distinti: il primo interviene anticipatamente sulla base di una valutazione di pericolosità; il secondo consente, nei casi previsti, un arresto successivo al fatto. La flagranza differita esisteva già nell’ordinamento: il punto critico è il suo ulteriore ampliamento e, in particolare, la sua applicazione alle e ai minori. Si tratta di provvedimenti che sembrano ignorare innanzitutto la necessità di considerare l’età, la fase e il contesto di crescita, le risorse e le possibilità di percorsi individualizzati per ciascun ragazzo e ciascuna ragazza, ma anche la sofferenza degli istituti penali per i minorenni, l’aumento delle presenze in essi, le gravi criticità del sistema carcerario adulto. Chiediamo che queste scelte siano sottoposte a un verifica rigorosa delle garanzie della libertà personale, dei diritti degli e delle adolescenti, del controllo giudiziario e della specificità della giustizia minorile.   
La nostra preoccupazione riguarda anche gli effetti sul diritto di manifestare. La responsabilità per singole condotte violente deve essere accertata individualmente, senza trasformare la partecipazione a un corteo, l’appartenenza a un gruppo o la presenza nello spazio pubblico in indizi generalizzati di pericolosità. Una democrazia deve proteggere le persone dalle violenze e garantire che il dissenso possa esprimersi senza intimidazioni. Gli episodi recenti di devastazione e saccheggio, nei quali risultano coinvolti anche minorenni, richiedono indubbiamente l’accertamento delle responsabilità, ma al contempo richiedono la capacità di interrogare le condizioni in cui queste maturano. Comprendere i fattori sociali di una condotta è parte del lavoro necessario per prevenirla e sentiamo questo compito come pedagogiste e pedagogisti sensibili all’analisi delle condizioni materiali in cui crescono le nostre e i nostri giovani.  
Lavoro precario, difficoltà di accesso alla casa, disuguaglianze educative e territoriali, crisi climatica, incertezza politica e, in caso di background migratorio, difficoltà a veder riconosciuto il diritto di cittadinanza concorrono a rendere fragile la possibilità di immaginare una vita autonoma. Per una parte delle nuove generazioni, progettare il futuro rischia di diventare un esercizio senza condizioni materiali di realizzazione. Le promesse di emancipazione attraverso lo studio, l’impegno e la partecipazione perdono credibilità quando non trovano riscontro nelle opportunità effettivamente disponibili. Questa condizione chiama in causa anche lo spazio pubblico. Quando mancano luoghi gratuiti di incontro, presìdi educativi, servizi di prossimità e occasioni reali di partecipazione, si restringono le possibilità di costruire relazioni, prendere parola e sperimentare responsabilità. Quando gli spazi di aggregazione vengono chiusi senza alternative, o il loro accesso dipende dalla capacità di consumo, l’esclusione assume una forma concreta. Occorre ricostruire le responsabilità delle scelte che hanno prodotto o aggravato queste condizioni: disinvestimenti, servizi discontinui, progetti affidati a finanziamenti temporanei, decisioni urbanistiche e sociali prese senza coinvolgere chi ne subirà più a lungo gli effetti.  
Il mondo accademico è chiamato in causa nella sua responsabilità pubblica. Chiediamo alle università e agli enti di ricerca di promuovere un’analisi interdisciplinare degli effetti delle politiche securitarie: sulla libertà di partecipazione, sui percorsi educativi, sulla detenzione minorile, sulle disuguaglianze e sulla prevenzione della recidiva. Chiediamo che queste analisi possano chiamare attivamente e coinvolgere direttamente ragazze e ragazzi, riconoscendoli come interlocutori capaci di produrre conoscenza sulla propria esperienza. Anche le istituzioni formative devono interrogare le proprie pratiche: gli ostacoli economici all’accesso, la precarietà, gli spazi insufficienti di rappresentanza, la distanza dai territori. L’ascolto richiede luoghi, tempi e possibilità effettive di incidere sulle decisioni.  
Chi decide in materia di istruzione, welfare, lavoro, abitazione, ambiente e governo dei territori esercita anche una responsabilità educativa. Ogni scelta comunica alle generazioni più giovani quale posto sia loro riconosciuto nella società e quali possibilità abbiano di trasformarla. Chiediamo al mondo accademico di assumere questa responsabilità con urgenza, aprendo sedi pubbliche di confronto e sostenendo proposte capaci di incidere sulle decisioni. Una generazione deve poter essere ascoltata prima che il suo disagio diventi emergenza, e deve trovare nelle istituzioni opportunità concrete di crescita, riconoscimento e partecipazione."  
25 ottobre 2026

## Ti potrebbe anche interessare

[![Dissentire, partecipare, educare](https://grupponidiinfanzia.it/hubfs/featured-news.png)](https://grupponidiinfanzia.it/news-ed-eventi/dissentire-partecipare-educare)

### [Dissentire, partecipare, educare](https://grupponidiinfanzia.it/news-ed-eventi/dissentire-partecipare-educare)

Un' iniziativa promossa da un gruppo di pedagogisti universitari che prendono pubblicamente posizione dopo le ultime manifestazioni e dopo l’ultimo...

[![Rigenerare legami - I servizi educativi e la scuola come bene comune al cuore delle comunità territoriali](https://grupponidiinfanzia.it/hubfs/featured-news.png)](https://grupponidiinfanzia.it/news-ed-eventi/rigenerare-legami-i-servizi-educativi-e-la-scuola-come-bene-comune-al-cuore-delle-comunità-territoriali-1)

### [Rigenerare legami - I servizi...](https://grupponidiinfanzia.it/news-ed-eventi/rigenerare-legami-i-servizi-educativi-e-la-scuola-come-bene-comune-al-cuore-delle-comunità-territoriali-1)

Giovedì 24 settembre 2026 si è tenuto a Parma un convegno organizzato da Garante per l’infanzia e l’adolescenza ER, Area Servizi Educativi e...

[Vai al blog](https://grupponidiinfanzia.it/news-ed-eventi)

###### Tag

[All](https://grupponidiinfanzia.it/news-ed-eventi) [News](https://grupponidiinfanzia.it/news-ed-eventi/tag/news) [Eventi](https://grupponidiinfanzia.it/news-ed-eventi/tag/eventi) [Emilia-Romagna](https://grupponidiinfanzia.it/news-ed-eventi/tag/emilia-romagna) [Lazio](https://grupponidiinfanzia.it/news-ed-eventi/tag/lazio) [Piemonte](https://grupponidiinfanzia.it/news-ed-eventi/tag/piemonte)

## Vuoi associarti?

Iscriversi al GN significa sostenere in prima persona una vivace comunità educante. Da 40 anni siamo un punto di riferimento e di incontro sulle tematiche educative.

Vai alla sezione contatti per scoprire di più!

[Clicca qui](https://grupponidiinfanzia.it/richiedi-informazioni)

##### © Gruppo Nazionale Nidi e Infanzia

Via Ca’ Selvatica, 7   
40123 Bologna   
CF: 91020970355 | IVA: 03413381207   
Tel: [3518634523](tel:3518634523)   
[grupponazionalenidiinfanzia@gmail.com](mailto:grupponazionalenidiinfanzia@gmail.com)

- [Contatti](https://grupponidiinfanzia.it/richiedi-informazioni)
- [Iscriviti al gruppo](https://grupponidiinfanzia.it/iscriviti-al-gruppo)
- [Area riservata](https://areariservata.grupponidiinfanzia.it/)
- [Privacy policy](https://grupponidiinfanzia.it/privacy-policy)
- [Cookie policy](https://grupponidiinfanzia.it/cookie-policy)
- [Credits](http://www.eclettica-akura.com/)

##### Seguici

[Follow us on Facebook](https://www.facebook.com/grupponidiinfanzia)

 Cookie

```json
{
  "@context" : "https://schema.org",
  "@type" : "BlogPosting",
  "author" : {
    "@type" : "Person",
    "name" : "Gruppo Nazionale Nidi e Infanzia",
    "url" : "https://grupponidiinfanzia.it/news-ed-eventi/author/gruppo-nazionale-nidi-e-infanzia"
  },
  "dateModified" : "2026-11-08T15:02:01.872Z",
  "datePublished" : "2026-11-08T15:01:34.000Z",
  "headline" : "Dissentire, partecipare, educare",
  "image" : [ "https://grupponidiinfanzia.it/hubfs/featured-news.png" ],
  "mainEntityOfPage" : {
    "@id" : "https://grupponidiinfanzia.it/news-ed-eventi/dissentire-partecipare-educare",
    "@type" : "WebPage"
  },
  "publisher" : {
    "@type" : "Organization",
    "logo" : {
      "@type" : "ImageObject",
      "url" : "https://grupponidiinfanzia.it/hubfs/GNNI-logo.png"
    },
    "name" : "Gruppo Nazionale Nidi e Infanzia"
  }
}
```